Wednesday, October 23, 2019
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“Semel in anno …”

di fratel Ettore Moscatelli

È un’espressione latina. Perfino  l’austero Sant'Agostino  lo ammette: “Tolerabile est semel anno insanire”, De Civitate Dei, VI.10. Buona cosa fare Carnevale: ci si diverte un po’, si indossano abiti stravaganti, ci si maschera il viso per lasciare agli altri la curiosità di scoprirci e da parte nostra dalle fessure degli occhi della maschera, vedere il mondo al di fuori di noi stessi. Buona cosa una volta l’anno fare Carnevale, ci mancherebbe… ma vorrei ricordare, a me stesso innanzitutto, che mentre faccio il cretino in maschera e mi diverto a godermi un poco di sana trasgressione… l’umanità è sempre in emergenza, non solo per il pericoloso giochino dei missili atomici, ma perché siamo  in presenza di un esodo epocale mai conosciuto. In totale i migranti  nel mondo sono ormai 244 milioni. Secondo i dati dell’ultimo International Migration Report delle Nazioni Unite, essi provengono in maggioranza dall’India (16 milioni), dal Messico (12 milioni), dalla Russia (11 milioni) e dalla Cina (10 milioni). Sono invece di origine siriana circa 5 milioni di migranti. L’american dream è, evidentemente, una chimera irresistibile, tanto che gli Usa sono l’area geografica dove si concentra il numero più alto di stranieri (47 milioni). A seguire, tra i Paesi più attrattivi, troviamo la Germania e la Russia con 12 milioni e ancora l’Arabia Saudita (10 milioni) e il Regno Unito (9 milioni); mentre l’Italia si mantiene sui 5,8 milioni di migranti. In Italia, da anni, c’è lo strombazzamento mediatico che ci fa pensare solo al nostro orticello e perdere il senso di questa colossale emigrazione mondiale. Ora poi che siamo in campagna elettorale peggio ancora… A differenza di quello che si crede normalmente, la maggior parte dei profughi non si sposta verso l’Europa. Da noi vengono i poveri, ma non i poverissimi…quelli viaggiano da uno stato povero all’altro! Nel 2016 ci sono stati più profughi che hanno ogni giorno cercato rifugio in Uganda, tanto per citare un esempio, di quanti si siano diretti in alcuni dei ricchi paesi europei nel corso dell’intero anno. Il campo profughi Bidibidi, nel nord del paese, al confine con il Sud Sudan creato meno di sei mesi fa, è uno dei campi profughi più grandi al mondo e ospita circa 270mila persone, poco più dell’intera città di Verona. Ebbene l’Uganda che non è il Canada, si è organizzato. Il giornalista Julian Hattem ha scritto sul Guardian che il campo di Bidibidi «assomiglia più a un insieme di piccole città invece che a un labirinto angusto di tende»: ci sono mercati dove i profughi si sono organizzati per vendere verdure, cibi confezionati e vestiti. Alcuni imprenditori hanno avviato piccoli negozi per aggiustare le motociclette, uno dei mezzi più usati nel campo, e per costruire i mobili per le case. Ci sono anche diverse strutture – scuole, campetti e cliniche – gestite da associazioni umanitarie che offrono servizi a migliaia di persone. Buona cosa una volta l’anno fare Carnevale, ci mancherebbe… ma ci sono quelli che vorrebbero mascherarsi perché dinanzi al loro volti, molti di noi girano la testa da un’altra parte.

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