Sunday, December 15, 2019
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La guerra ai Rom

di fratel Ettore Moscatelli

Giorgio ha 10 anni e frequenta la quarta elementare. Di etnia Rom, è nato e vive a Torino, ma i suoi documenti sono rumeni. La madre Anna mostra la pagella. Molti 8 e 9, un paio di 7 e un 6. «L’anno scorso andava ancora meglio, ma da quando ci hanno abbattuto la baracca e viviamo in quella di mio cugino ha perso qualche lezione e poi vedi, abbiamo solo questa piccola lampadina, è difficile studiare quando viene buio». È ora di cena, Giorgio continua coi compiti.

La Strategia Nazionale per l’inclusione dei rom, sinti e camminanti è nata su richiesta della Commissione europea che ha erogato per l’Italia diversi milioni e stabilito i tempi (entro il 2020) entro i quali dovranno essere smantellati tutti i campi legali e illegali che rappresentano, nella realtà europea, una anomalia. Le indicazioni dell’Europa per i Rom, riguardano il loro diritto ad una abitazione, alle cure sanitarie, all’istruzione e all’accesso al lavoro. Ma di questo problema, che incide molto anche sull’aspetto sicurezza, pare non volersi occupare nessuno tranne che lanciare minacce, proclami, slogan e ruspe sempre pronte a distruggere.

Io credevo di aver visto il punto più basso del degrado in Messico nelle “colonias” alla periferia di alcune città. Ma il peggio del peggio lo si vede a Torino dove esistono diversi campi Rom. Personalmente ne conosco solo tre. Due sono abusivi ed uno autorizzato. Quando entri nel campo autorizzato vedi casette sventrate e demolite, cumuli di macerie e legioni di topi a scorrazzare tra una baracca e l’altra inseguiti da bambini seminudi e scalzi su sentieri cosparsi di vetri e immondizia. Nell’aria si respira l’acre odore di un fuoco perenne che brucia chissà quale porcheria tossica industriale che per pochi euro, gli zingari vanno a ritirar nelle officine. Vi risparmio la descrizione dei due campi abusivi dove non c’è né acqua e né luce. L’unica fontanella per i tre campi è a 200 metri e notte e giorno vedi la fila delle donne con i bidoni ad attingere acqua per la famiglia.

Ora è iniziato lo sgombero sistematico delle baracche a partire dagli abusivi i quali si sposteranno verso un altro campo della periferia, innescando così una guerra tra famiglie per l’egemonia del territorio.

Da anni la Chiesa torinese è presente con alcuni volontari, religiosi e suore. Che cosa si fa, voi mi chiederete. Apparentemente nulla. Gli adulti sono quasi tutti irrecuperabili, ma si lavora per sottrarre i bambini al degrado morale e all’ignoranza. Anche attraverso lo sport. Stiamo allestendo una squadretta di calcio… Il ragazzino fin dai sette anni è addestrato a compiere furti sempre più grandi e a disertare la scuola. Esiste addirittura una baracca dove tutti sanno che si prostituiscono le bambine per pochi soldi. All’età poi di quattordici anni esse sono fidanzate e a quindici si sposano – sovente tra consanguinei - perché a sedici hanno già il primo di una lunga serie di figli.

Mi dicono che sono un buonista…ma se questo significa fare del bene, non mi offendo…anzi vi invito a darmi una mano.

PER FAVORE...

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